domenica 27 aprile 2008

MARZO E APRILE IL CAOS


Molti eventi hanno caratterizzato questo inizio di stagione alcuni sportivi -prestazionali altri sportivi -giudiziari .I primi solo legati in particolare a 3 atleti la Promessa Fedeli Francesco il quale dopo un inizio non proprio esaltate sta dimostrando di essere uno degli atleti di maggior talento in Sardegna ,tenendo anche presente che si è avvicinato a questo sport da soli 4 anni , arrivando nel lancio del peso a 14.94 e nel disco a 43.45 Collu Luca il lanciatore Juniores di Assemini che quest anno è arrivato a 15.67 e speriamo in una sua prova dignitosa ai campionati di categoria a Bressanone Cancedda Valerio la speranza del martello in Sardegna, senza dubbio è la più bella sorpresa del movimento isolano peccato che dal criterium invernale lanci (Febbraio )non ha potuto ancora gareggiare per la totale mancanza di gare.


Le seconde quelle extra -prestazionali legate all’ avvicendamento Tecnico del Responsabile dei lanci, decisione presa dallo stesso CR Sardegna per la atteggiamento critico del tecnico verso lo stesso comitato tecnico regionale .Critiche impostate e piu volte ribadite sul fatto che



  • la sua impossibilita di svolgere una promozione adeguata per sviluppare il settore lanci perché frenata dalla inattività e superficialità del comitato tecnico come i 4 progetti per ottimale sviluppo dei lanci in Sardegna ,bocciati in 4 anni senza nemmeno una motivazione

  • l’ essere estraniato sull’ attività e decisione prese dal settore tecnico che riguardano anche il settore lanci ,come raduni ,organizzazione di programmi tecnici ecc dove piu delle volte veniva da terzi prima che dal comitato stesso quando ne venivo informato

  • la totale mancanza di comunicazione tra il fiduciario tecnico e lo stesso tecnico ,svolgendo la propria attività senza sapere quali fossero le direttive del settore tecnico centrale

  • l’ insoddisfacente attività su pista , in quanto non si tiene in considerazione che ci sono ragazzi che si allenano seriamente tutto l anno per poi fare due gare e due non è un numero messo a caso


Inoltre è stato anche determinante il Caso PAOLO PISCHEDDA qui non posso sbilanciarmi molto perchè c è una questione giudiziaria in corso, comunque si tratta di un atleta che due anni fa ai campionati di società assoluti nella gara del lancio disco era stato colpito dal suo stesso disco in testa (5 punti di sutura e varie complicazioni )e la presunta mancanza in loco del medico della manifestazione e di una autoambulanza ha scatenato un nervosismo generale e siccome il responsabile Tecnico dei lanci era presente in veste di atleta in questi giorni è stato chiamato dal giudice per una deposizione dove ha raccontato la sua verità e probabilmente questo ha irritato qualcuno in federazione


su questo fatto una volta conclusa la questione giudiziaria pubblichero l accaduto come è stato accertato

domenica 20 aprile 2008

GARE..... UNA RARITA

A Oristano questo fine settimana abbiamo assistito a una rarità ... finalmente una gara di peso.
Gli iscritti abbastanza numerosi hanno dato vita a una interessante gara ,dove annotiamo la buona prestazione di Fedeli Francesco dove con 14.94 è arrivato a 20 cm dal record sardo assoluto , peccato per la continua indifferenza della nostra Federazione che preferisce mettere sul proprio sito l ennesimo gare podistica domenicale

Nicola Piga Tecnico Specialista Lanci

sabato 22 marzo 2008

ELEMENTI TECNICI FONDAMENTALI PER L’ APPRENDIMENTO DEL LANCIO DEL MARTELLO


Gli aspetti del gesto che devono essere assolutamente insegnati ed appresi da un’ aspirante lanciatore sono le cosi dette azioni meccaniche
Queste si compongono in :

preliminari
giri
finale


Il preliminare

Il preliminare può determinare il lancio di successo o il lancio sbagliato.
In questa fase si determina i presupposti per un raggio ottimale, la decontrazione del movimento , la ritmica del lancio, l’inizio dell’accelerazione e la stabilità del sistema nella fase di partenza


I giri

I giri sono i veri responsabili dell’efficacia del gesto ,questi influiscono in modo deciso nell’ accelerazione dell’ attrezzo. In questo stadio abbiamo :
FASE DI SPINTA dove bisogna
1) far percorrere all’ attrezzo un tratto di orbita il più lungo e il più largo possibile
2) far raggiungere in questo spazio la maggior velocità possibile all’ attrezzo
3) mantenere la linea delle spalle in torsione rispetto alla linea delle anche
FASE DI ANTICIPO dove occorre
1) far percorrere all’ attrezzo un tratto di orbita il più corto possibile ma senza nessun
accorciamento del raggio
2) far perdere la minore velocità possibile all’ attrezzo in questa fase
3) cercare che il piede destro atterri leggermente arretrato rispetto al sinistro,
4) cercare di mantenere la linea delle anche avanti a quella delle spalle

IL Finale

Una esecuzione ottimale su quest‘ ultima fase determina un’ ulteriore incremento della prestazione.
In questo stadio finale si deve ricercare
1) un’ ulteriore spinta con la gamba destra all’ attrezzo, sul piano orizzontale
2) intervenire per un’ ultima accelerazione con le gambe, il busto e le braccia
3)ricercare l’angolo d’uscita ottimale


Appunti dal corso specialista lanci del Prof Roverato




ELEMENTI TECNICI FONDAMENTALI PER L’ APPRENDIMENTO DEL LANCIO DEL MARTELLO

Gli aspetti del gesto che devono essere assolutamente insegnati ed appresi da un’ aspirante lanciatore sono le cosi dette azioni meccaniche
Queste si compongono in :

preliminari
giri
finale

Il preliminare

Il preliminare può determinare il lancio di successo o il lancio sbagliato.
In questa fase si determina i presupposti per un raggio ottimale, la decontrazione del movimento , la ritmica del lancio, l’inizio dell’accelerazione e la stabilità del sistema nella fase di partenza


I giri

I giri sono i veri responsabili dell’efficacia del gesto ,questi influiscono in modo deciso nell’ accelerazione dell’ attrezzo. In questo stadio abbiamo :
FASE DI SPINTA dove bisogna
1) far percorrere all’ attrezzo un tratto di orbita il più lungo e il più largo possibile
2) far raggiungere in questo spazio la maggior velocità possibile all’ attrezzo
3) mantenere la linea delle spalle in torsione rispetto alla linea delle anche
FASE DI ANTICIPO dove occorre
1) far percorrere all’ attrezzo un tratto di orbita il più corto possibile ma senza nessun
accorciamento del raggio
2) far perdere la minore velocità possibile all’ attrezzo in questa fase
3) cercare che il piede destro atterri leggermente arretrato rispetto al sinistro,
4) cercare di mantenere la linea delle anche avanti a quella delle spalle

IL Finale

Una esecuzione ottimale su quest‘ ultima fase determina un’ ulteriore incremento della prestazione.
In questo stadio finale si deve ricercare
1) un’ ulteriore spinta con la gamba destra all’ attrezzo, sul piano orizzontale
2) intervenire per un’ ultima accelerazione con le gambe, il busto e le braccia
3)ricercare l’angolo d’uscita ottimale

domenica 2 marzo 2008

La tecnica rotatoria, una combinazione di movimenti


La tecnica rotatoria è una combinazione di movimenti
iniziali di rotazione del sistema lanciatore e movimenti finali
lineari del lancio nella direzione di rilascio . L’obiettivo
della prima fase è creare un’iniziale velocità ottimale e
trasformarla nella massima velocità di rilascio nella fase
finale del doppio supporto .
Il movimento chiave è la transizione dal movimento
rotatorio al movimento lineare . Nella fase di rotazione (doppio
supporto piede sinistro , fase di volo , supporto sul piede destro ) ,
il percorso del lancio è nella forma di un anello.
Il corpo del lanciatore si comporta come un componente di
una grande forza centripeta .
Questa forza aumenta ancora se il centro di massa
dell’oscillazione del piede destro è molto lontano dall’asse di
rotazione del lanciatore . Però queste grandi forze centripete
creano un problema di stabilità , di simmetria e di direzione
del lancio .
Questa difficoltà data dall’oscillazione del piede verso l’esterno
crea problemi di equilibrio e in seguito penalizza anche la
centralità della massa e delle forze del soggetto .
Il fermo sostegno del piede destro con una non eccessiva
ammortizzazione del ginocchio a metà del cerchio di lancio è
il fattore più importante nell’efficiente trasferimento della
velocità dal movimento rotazionale al movimento lineare
del lancio. Dopo l’ammortizzazione il perno viene seguito dalla
spinta con il piede destro e dal trasferimento di peso del sistema
lanciatore sul fronte della gamba sinistra ; in questa fase possono
verificarsi due aspetti negativi che possono influire sulla buona
riuscita del lancio: uno è quello di una eccessiva rotazione sul lato
destro del corpo dovuta principalmente a un bloccaggio precoce
della gamba sinistra la quale ferma la rotazione del lato sinistro
del corpo e delle spalle ; l altro è una quasi conseguenza naturale
di una diminuzione della velocità angolare delle anche la quale si
riesce a prevenire con una dinamica rotazione del piede destro e
del ginocchio sull’asse destro di rotazione in avanti e verso l’alto.
L’azione finale della rotazione termina dopo che la rotazione
delle anche e delle spalle è finita la velocità è di 6.10m/s.
Dopo che il braccio destro ha preso parte nell’azione di
rilascio attraverso l’estensione del gomito e delle spalle la
velocità del peso aumenta fino a 6.80 m/s fino ad arrivare al
momento del rilascio dell’ attrezzo alla velocità di 13 m/s.
Possiamo concludere che la velocità di rilascio è maggiormente
relazionata dalla potenza esplosiva della parte superiore
del tronco . L’alta velocità di rilascio è collegata alla tecnica
di azione di rilascio , con i seguenti importanti fattori :
altezza del gomito , partecipazione dei muscoli flessori delle dita
nell’azione di rilascio e il bloccaggio del braccio sinistro il quale
impedisce la rotazione durante il momento del rilascio .



Tratto dal testo "Getto del peso in rotazione dall analisi cinematiche alla didattica"di T.S Piga Nicola

domenica 10 febbraio 2008

Campionati Italiani Indoor Giovanili

Sabato ci sono stati i Campionati Italiani Giovanili Indoor ad Ancona e annotiamo la non proprio positiva prestazione del neo promessa Fedeli Francesco nel getto del peso un po' dovuta alla non preparazione specifica di questa manifestazione e un po anche all astinenza da competizione .
Quello che ci allienta è , a parte il talento il quale io considero il futuro nel getto del peso in Italia Eugenio Manucci , gli altri sono alla sua portata . Peccato che non annotiamo altri sardi nei lanci un po per decisioni tecniche come per l' allievo Collu Luca (in ritardo di preparazione ) e Massa Alessio fermo per un leggero infortunio


1 MANNUCCI Eugenio Umberto 1986 PM RM056 G.A. FIAMME GIALLE misura 17.15
1°: N
2°: 17.15
3°: N
4°: 16.44
5°: 16.33
6°: 16.49

2 APOLLONI Federico 1987 PM FI002 ATLETICA FIRENZE MARATHON S.S. misura 15.27
1°: 14.13
2°: 14.76
3°: 15.27
4°: N
5°: 14.44
6°: N

3 MONTANARI Guido 1987 PMIM029 U.S. MAURINA OLIO CARLImisura 14.91
1°: 14.23
2°: N
3°: 14.09
4°: 14.91
5°: 14.34
6°: N

4 BARBAZZA Loris 1987 PM TV354 TREVISATLETICA misura 14.32
1°: 13.78
2°: 13.68
3°: 14.32
4°: 14.00
5°: N
6°: N

5 CARLINI Marco 1986 PM MC004 ATL. AVIS MACERATA misura 13.84

1°: 13.40
2°: 13.84
3°: 13.58
4°: R
5°: R
6°: R

6 DOLCIAMI Alessio 1988 PM MC004 ATL. AVIS MACERATA misura 13.59

1°: N
2°: 13.46
3°: N
4°: 13.10
5°: N
6°: 13.59

7 GUERRIERO Aristide 1986 PM BN026 A.S.D. LIB. POL. AMAT. ATL. BN misura 13.52

1°: 13.47
2°: 13.15
3°: 13.52
4°: N
5°: N
6°: 12.92

8 FEDELI Francesco 1988 PM OR030 SS ATL ORISTANO misura 13.45

1°: 12.60
2°: N
3°: 13.43
4°: 13.33
5°: N
6°: 13.45


Facciamo i complimenti al Tecnico Amico Gianni Puggini e al suo neo Campione Italiano Promesse nei 60 mt Gavino Dettori

domenica 27 gennaio 2008

LA TECNICA DEL GIAVELLOTTTO


LA TECNICA DEL LANCIO DEL GIAVELLOTTO

In tutti i lanci dell'atletica leggera , il fine ultimo per realizzare un lancio efficace è quello di
ottenere la massima lunghezza del percorso dell'accelerazione , con lo scopo di realizzare la
massima velocità di uscita dell'attrezzo. Sono molteplici i fattori tecnici che andranno a concorrere
per l'ottenimento di un buon lancio , tra questi si possono individuare:
- una velocità di rincorsa ottimale- giusti posizionamenti del corpo e dell'attrezzo nella fase che precede il finale di lancio
- esatto posizionamento delle masse corporee ed il rispetto della catena
biocinetica nel finale di lancio
- una giusta angolazione dell'attrezzo al momento del rilascio
Affinché si possa realizzare quanto detto occorre contestualmente porre in essere i seguenti elementi tecnici di lancio, che semplifichiamo nello specchietto successivo.

ANALISI TECNICA DELLE FASI DI LANCIO

Tenendo sempre presente che il lancio è da considerarsi sempre nel suo insieme, possiamo scomporre la rincorsa in due fasi principali:
una fase di accelerazione iniziale detta FASE CICLICA, ed una fase di transizione detta FASE ACICLICA, fase quest'ultima preparatoria al lancio vero e proprio

FASE CICLICA

L obbiettivo di questa fase è il raggiungimento di una velocità ottimale di rincorsa che consenta un’ulteriore accelerazione nella successiva fase
La velocità di rincorsa è una variabile soggettiva che si determina in relazione alle tendenze individuali di impostazione del lancio e alle caratteristiche fisiche dell’atleta . Superare o mantenersi al disotto della velocità ottimale significa compromettere l'efficacia del lancio.
Il livello prestativo è rapportato , oltre alla velocità ottimale di rincorsa , anche alla distanza entro quale tale velocità si estrinseca : Bauersfeld \ Schroter 1980 e Terauds 1985 sostengono che tale distanza ( fase ciclica) deve essere comprese tra gli 8 ed i 14 passi di rincorsa. Possiamo così riassumere le particolarità di questa fase:
* lunghezza della fase ciclica soggettiva , 8 - 14 passi
* rincorsa molto ritmica, rimanendo al massimo decontratti
* il passaggio alla successiva fase deve consentire un aumento della velocità, e deve essere eseguito in modo fluido

FASE ACICLICA

Lo scopo di questa fase è raggiungimento delle condizioni biomeccaniche ottimali che contribuiscano all'ottenimento delle giuste pretensioni muscolari ed esatti angoli di impostazione dell’attrezzo
Nella fase aciclica l'atleta eseguirà 4 o 6 passi , quindi 5 o 7 appoggi, molto importante è la ritmica che dovrà consentire la progressiva accelerazione finale.
Nella fase preparatoria sono analizzati i passi "aciclici" della rincorsa con l'esclusione dell'ultimo , che per le sue peculiarità sarà trattato in maniera più analitica. Possiamo così sintetizzare gli aspetti più importanti di questa fase:
* all'inizio della fase aciclica , quando l'attrezzo sull'appoggio del piede sinistro viene arretrato o "sfilato", il braccio ed il giavellotto si allineano con l'asse delle spalle , tale movimento deve essere compiuto in maniera estremamente fluida.
* il puntale del giavellotto si troverà all'altezza del mento, mai al disopra dell'altezza dell'occhio
* le gambe andranno ad anticipare il busto , condizione fondamentale per la creazione delle giuste pretensioni muscolari nella fase finale, quindi la posizione arretrata del busto non è dovuta ad un suo effettivo arretramento ( fattore che se realizzato andrebbe a sottrarre velocità all'entrata ) , ma da un’azione rapida delle gambe che andranno a "sorpassare " la parte superiore del corpo.
Un momento estremamente importante in questa fase è il passaggio dal terzo al quarto appoggio ( sinistro - destro per un lanciatore destrimano che utilizza il ritmo a cinque appoggi)

PASSO IMPULSO

le cui caratteristiche sono:
* forte spinta in avanti , radente
* gambe in netto anticipo sul busto
* gamba sinistra che supera in volo la gamba destra , per ridurre al minimo la fase successiva di mono appoggio
* la lunghezza del passo impulso è legata alle caratteristiche fisiche dell'atleta ,ma è comunque il passo più lungo della rincorsa del giavellottista
Per quanto concerne la velocità di rincorsa raggiunta durante la fase aciclica vi è sempre una variazione di velocità che tende a diminuire in prossimità del lancio(a causa del passo impulso), comunque una buona prestazione è sempre ottenuta quando è il più limitato possibile.

FINALE DI LANCIO

Questa fase è molto delicata per la riuscita del lancio , è il momento in cui tutte le forze accumulate devono trasferirsi nell'asse dell'attrezzo con il risultato finale di ottenere la massima velocità di uscita e l'esatto angolo di uscita. Possiamo suddividere questa fase in due principali sottofasi:
* FASE PREPARATORIA O DI MONOAPPOGGIO
* FASE DI LANCIO - DOPPIO APPOGGIO E RILASCIO DELL'ATTREZZO

FASE PREPARATORIA O DI MONOAPPOGGIO

In questa fase si ha il raggiungimento della posizione ottimale e delle condizioni biomeccaniche favorevoli per il successivo rilascio dell’ attrezzo
In teoria al termine di questa fase il lanciatore dovrebbe assumere le seguenti posizioni:
* Piede destro orientato in avanti con un angola di 45° rispetto alla direzione del lancio
* il braccio lanciante naturalmente disteso dietro, mano supinata ed all'altezza della spalla
* asse del giavellotto e delle spalle paralleli
* la gamba di puntello deve ricercare la massima estensione e tensione muscolare prima di toccare il terreno
* l'angolo dell'attrezzo rispetto all'orizzontale deve oscillare tra i 30°-35°.
* l'angolo di caricamento al ginocchio della gamba in appoggio oscillerà tra i 140° ai 160°

FASE DI LANCIO - DOPPIO APPOGGIO E RILASCIO DELL'ATTREZZO

È in questa fase dove abbiamo la massima velocità di uscita dell'attrezzo ed esatto posizionamento dello stesso per realizzare il giusto angolo di uscita
Analizzando questa fase possiamo evidenziare alcune posizioni o " momenti" che sono peculiari della specialità: appoggio della gamba di puntello:
* la gamba è estesa ed in forte tensione, con un angolo rispetto all'orizzontale di circa 45°
* l'asse delle spalle è ancora allineato con quello del giavellotto
* braccio lanciante disteso con mano supinata ed all'altezza della spalla, completamente rilassato ed inattivo.
* la gamba destra spinge le anche verso il puntello posizione ad ARCO, o di massima tensione:
* inizio della frontalizzazione delle spalle che parte da una forte rotazione in direzione della direttrice di lancio del piede, del ginocchio delle, anche e spalle
* il lato sinistro , lato del puntello, blocca la rotazione fissando le spalle in posizione frontale
* il braccio lanciante rimane disteso dietro ed ancora inattivo rilascio dell'attrezzo:
• inizio dell'intervento del braccio lanciante , FRUSTATA, che interviene con l'anticipo del gomito, che passa per alto vicino al capo, e successivamente dell'avambraccio e della mano: L'intervento del braccio deve essere inserito per ultimo e non dovrà anticipare le fasi precedenti ,
* la gamba sinistra rimane estesa , ed il bacino in forte tensione in modo tale che non abbia la possibilità di arretrare
* lo sguardo rimane il più possibile rivolto verso la direzione di lancio
* il giavellotto sarà indirizzato con le giuste angolazioni verso la direzione di lancio

FASE DI RECUPERO

In questa fase l'atleta , una volta rilasciato l'attrezzo , dovrà recuperare la stabilità per evitare il nullo di pedana. Per realizzare al meglio quest’importante fase l'atleta dovrà effettuare il lancio, l'appoggio della gamba di puntello , con una distanza dalla fine della pedana di circa 1,5 -2 mt a secondo delle caratteristiche individuali, ciò per consentire di posizionare il piede dx che consentirà di frenare l'atleta dopo il lancio. Anche in questa fase lo sguardo dell'atleta dovrà essere rivolto verso la direzione di lancio.


Appunti dal corso specialista lanci del Prof Di Molfetta